14. Con quali criteri operano i vostri portafogli di fondi o Etf?
Perché ritenete importante la rotazione settoriale e la diversificazione, i criteri su cui fondate i vostri segnali sui portafogli di fondi, Etf, Sicav senza un asset allocation predeterminata e fissa?
Reputiamo che nel tempo i migliori risultati sul mercato azionario e in particolare dei fondi d´investimento si possono ottenere mettendo insieme prodotti azionari specializzati su settori poco correlati, puntando sulla varietà e sulla rotazione perché i cicli economici (accumulazione, ascesa, euforia, caduta) non si ripetono eguali per tutti i settori insieme ma si muovono in modo spesso alternato. Considerazioni quelle della rotazione settoriale che possono sembrare ovvie ma che nella realtà sono spesso poco applicate anche dai gestori professionali e che hanno spinto la nostra società a investire su degli strumenti come i portafogli di Fondi o Etf che hanno come obiettivo (con risultati interessanti da tutte le simulazioni realizzate su un periodo superiore ai 5 anni oltre che dall’applicazione concreta) proprio quello di cercare di cavalcare le tendenze ed individuare nel tempo i settori più interessanti su cui puntare. La rotazione settoriale sistematica si fonda sull´idea che i diversi settori in cui è composta l´economia non seguono lo stesso andamento durante le fasi del ciclo economico, bensì andamenti differenti. Alcuni settori sembrano, infatti, beneficiare più di altri durante le fasi iniziali di crescita dell´economia, mentre altri settori sembrano beneficiare maggiormente nei periodi di declino. In ogni momento del ciclo economico esistono quindi settori che più hanno possibilità di generare un rendimento extra (o conservare meglio il capitale) rispetto ad altri settori. Un approccio classico fondato sulla pura diversificazione (quello seguito da numerosi promotori classici) si è infatti spesso rivelato perdente in questi anni dove ha vinto (e così sarà sempre) una logica dinamica a una statica. Meglio quindi puntare su una rotazione settoriale per cercare di muoversi in modo attivo e flessibile non in balia degli eventi. I portafogli che proponiamo quindi si caratterizzano per una logica “total return” ovvero realmente flessibile: nessun benchmark predefinito ma la possibilità nel tempo di passare dal 100% a 0% di azionario, privilegiando di volta in volta nella diversificazione consigliata (con verifiche settimanali) i settori e comparti più interessanti e forti. Obiettivo cavalcare i mercati ma soprattutto "non prenderle troppo" nelle fasi di discesa prolungate come è avvenuto nel triennio 2000-2002 dove un approccio così fondato ha evitato perdite medie di oltre il 30-40% rispetto a un approccio statico.