12. Meglio il portafoglio di fondi o quello di Etf?
Non esistono risposte certe e standardizzate soprattutto quando si parla di rendimenti attesi. Fra scegliere un portafoglio di fondi e di Etf occorre valutare prima di tutto il costo di negoziazione con il proprio intermediario. Nel caso dei fondi reputiamo importante assicurarsi che non si paghi alcuna commissione d´ingresso (condizione che tutte le banche e sim possono applicare) e di pagare quindi commissioni minime (o nulle anche) in caso di switch ovvero di passaggio all´interno della stessa società di gestione da un comparto all´altro (nel caso dei fondi d´investimento le banche e in misura minore i promotori finanziari guadagnano comunque dal ristorno delle commissioni di gestione). Se già il vostro intermediario vi vuole applicare balzelli di questo tipo occorre tenere conto che questi andranno inevitabilmente ad abbassare i vostri rendimenti e può valere la pena quindi cambiare intermediario a favore di uno più competitivo. Esistono, infatti, canali bancari on line che offrono la possibilità di negoziare fondi e sicav di molte primarie società di gestione a commissioni zero o estremamente ridotte (da IW Bank a Fineco). Con società anche specializzate nei fondi che funzionano come veri supermarket dei fondi (da Online Sim a Fundstore).Nel caso di operatività con ETF occorre preliminarmente accertarsi che la propria piattaforma consenta la negoziazione (alcune Banche non consentono la negoziazione degli Etf). Dopodichè valutare anche (consigliamo) le condizioni di negoziazione che dovrebbero prevedere oltre a commissioni variabili (tipo 0,19% con minimo non superiore a 5 euro per operazione) anche commissioni massime di negoziazione (tipo 19/20 euro) indipendentemente dall´importo negoziato che possono essere utili in caso di compravendite di importi elevati. Per esperienza dal punto di vista dei rendimenti e della diversificazione possibile la preferenza va alle sicav di società estere (Merrill Lynch, Schroder, Fidelity e simili) rispetto ai fondi offerti dalle sgr italiane. Rispetto a quest’ultimi (gestiti in maniera passiva e poco diversificati come comparti e settori) gli Etf possono essere un’alternativa interessante in numerosi casi. Dobbiamo però rilevare fra i "minus" degli Etf una normativa fiscale più punitiva in caso di recupero delle perdite pregresse rispetto ad azioni, fondi o sicav.
E va valutata attentamente anche la negoziabilità dei singoli Etf che in momenti di mercato con forte volatilità può significare per un Etf uno spread denaro/lettera (distanza fra migliore proposta in acquisto e in vendita) del 2-3% che vanifica il costo di gestione ridotto se si attua una strategia dinamica e speculativa