Quando è arrivato a New York nel 1994 giura che non conosceva nessuno. Ora Paolo Zampolli, mostra nel suo ufficio le foto con mezza America che conta. Qualche nome? Trump, Clinton, Schiffer e Burkle, il socio in affari dell'ex Presidente degli Stati Uniti. ‘Questa città è sempre stato il mio american dream, mi incantavo guardando i palazzi della fifth avenue e lo skyline’. Suo padre è l’imprenditore che aveva inventato il ‘dolce forno’, uno dei giocattoli preferiti dalle bambine italiane negli anni ’80.
Ma è stata la sua agenzia di modelle (la Id Models) a farlo decollare nel giro della Manhattan che conta. Poi il salto nel mattone. Ora è ceo di Paramount Realty Group (associata con Prudential Douglas Elliman). E un sacco di altri incarichi per essere sempre ‘busy’, compreso una consulenza con le Nazioni Uniti.
‘E’ stato lo stesso Donald Trump a chiedermi di cimentarmi nell’immobiliare, facendomi lavorare con lui. Un’esperienza incredibile. E’ diventato poi un socio e un amico. E’ grazie a me che ha conosciuto Melania, colei che poi è diventata la sua terza moglie’.
Ma in tempi di crac delle quotazioni del mattone e delle Borse c’è poco tempo per il gossip. Cosa dice Trump della situazione? Da operatore del settore in diverse iniziative immobiliari come si respira la situazione nella Grande Mela?
‘Forti operatori come Trump avevano previsto un simile scenario dopo anni di crescita ininterrotta. A me lo stesso Donald mi aveva detto di liquidare. ‘Paolo, mi raccomando vendi tutto’. E l’ho preso così in parola da vivere in affitto perché ho venduto tutto quello che possedevo: il mio appartamento e altri edifici. Il crac della Borsa sta creando una forte carenza di liquidità ed è inutile raccontare quanto vivono a debito gli americani. Con la chiusura di Lehman Brothers e l’assorbimento di Merrill Lynch solo nell’ultimo mese 36.000 persone nel settore finanziario a Wall Street hanno perso il lavoro. E tutti sperano di rientrare nel giro. Ma credo che dopo Natale tutti i nodi verranno al pettine. Inoltre nelle banche d’affari da alcune settimane gli agenti della Federal Reserve stanno spulciando i conti, analizzando tutti i compensi, bonus e stock option. Per chi lavora a Wall Street il cosiddetto Christmas Bonus è un multiplo (fino a 10 volte) dello stipendio. Fino a pochi mesi fa tutti ci facevano affidamento e fra breve in molti scopriranno che la pacchia è finita. Una situazione congiunta di eventi negativi che per molti significherà un vero bagno di sangue’.
C’è da iscriversi al partito dei pessimisti cosmici?
‘No, al contrario. Ho creato un fondo specializzato nel settore immobiliare, Century Fund, per sfruttare l’incredibile opportunità che si presenta. Una situazione così favorevole ai compratori si presenta una volta ogni 100 anni. Io sto già lavorando per questo progetto, andando dalle banche per rilevare i prestiti di difficile esigibilità (‘bad loan’) e le pratiche di pignoramento in corso (‘foreclosure’). Naturalmente offro meno del 50% del prezzo originario. Se la proprietà valeva 100 milioni di dollari offriamo 30 milioni, al massimo 50.
Ho messo insieme un gruppo di investitori americani ed europei (anche italiani) per approfittare di questa situazione di difficoltà delle grosse banche. La maggior parte di queste preferiscono avere una perdita secca piuttosto che avere un credito incagliato e inesigibile. E ci stanno sempre più ad ascoltare’.
Intanto come va il mercato del credito immobiliare?
‘Si è totalmente rarefatto fino quasi a sparire. In questo momento nessuna banca dà più finanziamenti o prende decisioni importanti. Bisogna distinguere due generi di operatori del settore. Ci cono quelli grandi (nomi come Trump, Related, Apollo, Zeckendorf, Moininan) che possono garantire la fine dei lavori e questi ancora hanno accesso al credito per quanto limitato. Ma ci sono poi i tanti immobiliaristi piccoli e medi che hanno iniziato senza finire nel passato vari cantieri ma ora non riescono a vendere più nulla. E non potendo garantire alle banche la fine dei lavori sono quelli messi peggio. E sono disposti a svendere pur di rientrare’.
Nella sua attività è diventato famoso in tutto il mondo anche per il ‘business model’ originale che ha lanciato tentando di unire in una nuova società due business apparentemente lontani: agenzia immobiliare e di modelle. Con top model ingaggiate come agenti immobiliari per vendere immobili di prestigio. Come è andata poi quell’esperienza? Col flop cosa accade alle top?
‘Molte top model, anche di altre agenzie diversa dalla mia, vogliono iniziare una nuova carriera. Nella moda da anni si continuano a tagliare i budget che in questo momento sono limitatissimi. Una top model che fino a qualche tempo fa non si alzava dal letto la mattina per meno di 10/15 mila dollari ora per 2500/3000 dollari è disposta a prendere qualsiasi lavoro pur di non restare a casa. Il mondo delle moda diventerà sicuramente più complicato. Inserite nel mondo immobiliare alcune di queste ragazze sono determinatissime e hanno parecchie conoscenze. Altre capiscono che fare due foto e due sorrisi è molto più semplice’.
Che aria si respira ora a Manhattan?
‘ Gli amici proprietari di grandi ristoranti e catene mi dicono che sono già sotto del 15-20% come vendite. La gente ha paura. Quanto tutti i media parlano di cose negative è difficile avere speranze che migliorerà a breve. Prevedo almeno 2 anni di anni di difficoltà. Già negli Stati Uniti 13 banche sono saltate e si stimano in 110 quelle in difficoltà. Ma dietro ogni crisi ci sono grandi opportunità. Tutti vogliono aspettare e dicono che quello immobiliare diventerà un mercato dei compratori. E hanno ragione. Per questo propongo di entrare a fortissimo sconto. Fifty cent per dollaro. E’ questo l’affare. Adesso’.